Guida agli appalti verdi indoor: i CAM spiegati ai tecnici della PA — arredi interni, scuola e ufficio
Come si applicano i CAM agli arredi per interni: il DM 23 giugno 2022 n. 254 per scuola, uffici e collettività, i limiti su formaldeide e composti organici volatili, le regole su legno, plastica e rivestimenti, le norme tecniche per tipologia di arredo e una checklist operativa per la stazione appaltante.
I CAM in breve: dove si colloca questa guida
I Criteri Ambientali Minimi sono i requisiti ambientali definiti dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica per le categorie di acquisto della pubblica amministrazione, nell'ambito del Piano d'azione nazionale sul Green Public Procurement. L'articolo 57, comma 2, del D.Lgs. 36/2023 impone alla stazione appaltante di inserire nella documentazione di progettazione e di gara almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei CAM, per l'intero valore dell'appalto e a prescindere dall'importo: come chiarito dal parere di supporto giuridico del MIT, l'obbligo vale anche per gli affidamenti diretti. Gli stessi criteri, e in particolare quelli premianti, vanno tenuti presenti nella stesura dei criteri di aggiudicazione di cui all'articolo 108.
I CAM in vigore sono circa venti, uno per categoria di appalto. I principali:
- Edilizia — DM 23 giugno 2022 n. 256, aggiornato dal correttivo del 5 agosto 2024 e dal nuovo DM 24 novembre 2025.
- Arredi per interni — DM 23 giugno 2022 n. 254, in vigore dal 4 dicembre 2022.
- Arredo urbano e progettazione dei parchi gioco — DM 7 febbraio 2023, in vigore dal 20 luglio 2023.
- Infrastrutture stradali — DM 5 agosto 2024, in vigore dal 21 dicembre 2024, corretto l'11 settembre 2025.
- Pulizia e sanificazione di edifici e ambienti, e prodotti detergenti — DM 29 gennaio 2021.
- Raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, pulizia e spazzamento stradale — DM 7 aprile 2025, in vigore dal 18 giugno 2025.
- Contratti a prestazione energetica (EPC) per i sistemi edificio-impianto — DM 12 agosto 2024, in vigore dal 27 dicembre 2024.
- Computer, monitor, tablet e smartphone nuovi e ricondizionati — DM 11 marzo 2026.
- Ristorazione collettiva e gestione del verde pubblico — DM 10 marzo 2020; servizi di ristoro e distribuzione di acqua di rete — DM 6 novembre 2023, aggiornato dal DM 9 aprile 2025.
- Carta, cartucce toner e a getto d'inchiostro, calzature da lavoro e accessori in pelle, ausili per l'incontinenza.
Su una stessa operazione possono convivere più CAM: la riqualificazione di una scuola chiama il CAM edilizia, quello degli arredi interni e, per il giardino e il parco gioco, il CAM arredo urbano. I decreti vengono aggiornati spesso, e l'elenco ufficiale sempre aggiornato è la pagina "CAM vigenti" del sito MASE.
Questa guida riguarda il CAM arredi per interni, il DM 23 giugno 2022 n. 254, che vale per scuola, uffici, biblioteche, mense e ambienti di collettività. Qui la posta in gioco è doppia: la sostenibilità dei materiali e la salute di chi in quegli spazi passa la giornata.
Il decreto di riferimento
Il testo in vigore è il DM 23 giugno 2022 n. 254, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 184 del 6 agosto 2022 ed efficace dal 4 dicembre 2022. Ha sostituito il DM 11 gennaio 2017, il precedente CAM arredi.
Il decreto copre tre affidamenti distinti:
- la fornitura di nuovi arredi per interni;
- il servizio di noleggio di arredi;
- il servizio di estensione della vita utile dell'arredo, cioè la riparazione e il riutilizzo dei mobili già in uso.
Cosa rientra nell'ambito di applicazione
Sono soggetti ai CAM gli articoli di arredo per interni, anche se realizzati su misura, elencati per codici CPV. Tra questi: arredo scolastico e arredo per le scuole dell'infanzia, sedie e sedili, scrivanie e tavoli, mobili contenitori, armadi e archivi, scaffalature, appendiabiti, banchi e banchi da lavoro per laboratorio, arredi per biblioteca, per sale conferenza e per sale d'attesa e ricevimento, arredo informatico, attrezzature per la refezione e il catering, letti e materassi per collettività, e le pareti interne mobili, cioè i sistemi di partizione interna non portanti definiti dalla norma UNI 10700.
Restano fuori due famiglie precise:
- gli arredi classificati come dispositivi medici secondo la classificazione nazionale (CND), in particolare la categoria Y, supporti o ausili tecnici per persone disabili;
- le apparecchiature e componenti elettriche ed elettroniche che fanno parte dell'arredo, soggette alla direttiva RoHS 2 e al D.Lgs. 27/2014.
Quindi banchi e sedie per le scuole, arredi per uffici, biblioteche, mense, sale conferenza e ambienti ospedalieri. Un solo confine verso l'esterno: gli arredi di pertinenza esterna degli stessi edifici, panche e tavoli da cortile, rastrelliere, fioriere, pensiline, seguono il CAM arredo urbano e arredi per esterni, il DM 7 febbraio 2023. E con una precisazione che sfugge spesso: il decreto non riguarda solo i mobili nuovi, ma anche quelli dati a noleggio e quelli riparati.
Prima di comprare: censimento e gerarchia delle scelte
Le indicazioni generali per la stazione appaltante chiedono di censire l'arredo esistente prima di acquistarne di nuovo, ed è la parte che fa risparmiare più denaro e più anidride carbonica:
- evitare la sostituzione di arredi ai soli fini estetici;
- valutare l'acquisto di arredi usati ricondizionati;
- quando si cambia sede o si libera un ufficio, cercare soluzioni per il riuso in altri uffici pubblici;
- valutare il noleggio per esigenze temporanee o per un evento;
- favorire l'allungamento della vita media dell'arredo con riparazione o rigenerazione.
Per gli arredi scolastici il decreto chiede anche un salto di impostazione: progettare gli spazi didattici e il relativo arredo tenendo conto degli studi sulle metodologie pedagogiche attive e centrate sullo studente, e scegliere arredi ergonomici, con piani di lavoro regolabili in altezza, che tengano conto delle esigenze di tutti e in particolare delle persone con disabilità.
Le specifiche tecniche obbligatorie
Sono i requisiti che l'offerta deve possedere per essere ammessa. Riguardano il prodotto, i suoi materiali e il suo fine vita.
Ecoprogettazione
Ogni arredo deve essere accompagnato da un bilancio materico: la tabella dell'appendice A del decreto, che per ogni componente dichiara materiale, peso, percentuale di materiale vergine, riciclato e da sottoprodotto, fonte rinnovabile o non rinnovabile, disassemblabilità, riparabilità, quota destinata a riciclo, a recupero energetico e a smaltimento. È il documento che racconta il ciclo di vita del mobile, e senza di esso nessuna dichiarazione di conformità sta in piedi.
Emissioni e sostanze chimiche
- Formaldeide: le emissioni dei pannelli finiti in legno devono restare inferiori al 50% del valore limite della classe E1 previsto dalla norma EN 717-1, quindi ben sotto la soglia dei pannelli commerciali.
- Composti organici volatili: l'emissione di COV totali dal prodotto finito, oppure da ciascun materiale, componente o semilavorato, non deve superare i 500 µg/m³.
- Contaminanti nei pannelli di legno riciclato: il decreto fissa limiti sugli inquinanti che possono accompagnare il legno recuperato.
Materiali
- Legno e prodotti legnosi: il legno o la fibra di legno deve provenire da fonti legali e da foreste gestite in modo sostenibile, con certificazioni FSC o PEFC, oppure essere riciclato.
- Materiali plastici: se la plastica supera il 20% del peso del prodotto, almeno il 30% deve essere riciclato o a base biologica, conforme alla norma UNI EN 16640.
- Rivestimenti: i tessuti devono avere il marchio Ecolabel UE oppure lo standard OEKO-TEX, rispettare i requisiti fisici di qualità e i limiti sui residui di sostanze chimiche dell'appendice B, ed essere sfoderabili, così da poter essere puliti o sostituiti senza buttare il mobile.
- Imbottiture: requisiti specifici sui materiali di imbottitura e sugli additivi ritardanti di fiamma.
Requisiti del prodotto finale
Il mobile deve essere conforme alle norme tecniche della sua tipologia. Le principali:
- Sedie e sedute da ufficio — UNI EN 1335-2, UNI 9084.
- Sedute non domestiche, visitatori e sale riunioni — UNI EN 16139, UNI EN 12727.
- Scrivanie e tavoli da ufficio — UNI EN 527-1 e 527-2.
- Mobili contenitori per ufficio — UNI EN 14073-2 e 14073-3, UNI EN 14074, UNI EN 16121 e 16122.
- Paretine e schermi per ufficio — UNI EN 1023-2 e 1023-3.
- Arredi scolastici — UNI EN 1729-1 e 1729-2, UNI 4856 per cattedre e sedie degli insegnanti.
- Superfici verticali di scrittura e lavagne — UNI EN 14434.
- Arredi per l'infanzia — UNI EN 716, UNI EN 12221, UNI EN 14988.
- Banchi da lavoro per laboratori scolastici — UNI EN 13150.
- Arredo ospedaliero e per studi medici — UNI 11780.
- Tavoli non domestici — UNI EN 15372.
- Parti metalliche di tutte le tipologie — UNI ISO 9227, corrosione in nebbia salina.
Le prove si eseguono sul prodotto finito oggetto della fornitura oppure su prodotti rappresentativi della famiglia di prodotto a cui l'arredo appartiene, secondo i criteri di campionatura della UNI 11840:2021. È il passaggio che evita un rapporto di prova per ogni singolo pezzo.
Imballaggi
Gli imballaggi devono essere separabili nei loro componenti monomateriale e riciclabili secondo la UNI EN 13430:2005; quelli in carta o cartone devono contenere almeno il 70% di materiale riciclato, quelli in plastica almeno il 30% di plastica riciclata o a base biologica.
Clausole contrattuali obbligatorie
- Ritiro e gestione degli imballaggi: il fornitore si fa carico del ritiro e dell'avvio a riciclo degli imballaggi della fornitura.
- Garanzia: durata non inferiore a 5 anni dall'acquisto, con disponibilità delle parti di ricambio garantita dal produttore.
La garanzia sui ricambi è ciò che rende credibile tutto il resto: un arredo non riparabile è un arredo usa e getta, per quanto riciclato sia il materiale di cui è fatto.
Criteri premianti
Valgono nelle gare aggiudicate con l'offerta economicamente più vantaggiosa e sono il terreno su cui un fornitore serio si distingue. Il decreto prevede:
- possesso della certificazione ISO 14001 o della registrazione EMAS;
- modularità, cioè arredi ampliabili, riconfigurabili e riparabili nel tempo;
- arredi a basso contenuto di formaldeide, con prestazioni migliori del minimo richiesto;
- imbottiture con additivi ritardanti di fiamma non alogenati;
- rivestimenti riciclati;
- requisiti fisici di qualità dei rivestimenti superiori ai minimi;
- etichettature ambientali di prodotto: Ecolabel UE, EPD di Tipo III, Made Green in Italy classe A;
- garanzia estesa oltre i cinque anni.
Noleggio ed estensione della vita utile
Il CAM non regola solo l'acquisto. Se la stazione appaltante noleggia, gli arredi dati a noleggio devono rispettare le stesse specifiche tecniche dei mobili nuovi: emissioni, materiali, imballaggi, garanzia.
Se invece affida il servizio di estensione della vita utile, cioè la riparazione e il riutilizzo dell'arredo esistente, il decreto chiede una clausola sociale con l'applicazione del contratto collettivo di lavoro, modalità di svolgimento del servizio definite, parti e materiali di ricambio conformi agli stessi criteri dei prodotti nuovi, valutazione delle migliorie offerte e garanzia. Quando riparare non è possibile si procede al disassemblaggio non distruttivo, per recuperare i componenti e avviare i materiali al riciclo.
Come si dimostra la conformità
I mezzi di verifica ammessi sono etichette, certificati, rapporti di prova o altra documentazione tecnica, emessi da organismi di valutazione della conformità accreditati a norma del regolamento (CE) 765/2008 e firmatari degli accordi di mutuo riconoscimento EA e IAF: in Italia, Accredia. Spetta alla stazione appaltante decidere in quale fase della gara vanno presentati.
In pratica si usano, a seconda del criterio da dimostrare:
- FSC o PEFC per il legno da foreste gestite in modo sostenibile;
- ReMade in Italy e Plastica Seconda Vita per il contenuto di materiale riciclato;
- EPD per una lettura del ciclo di vita del prodotto;
- Ecolabel UE e Made Green in Italy per i criteri premianti;
- OEKO-TEX STANDARD 100 per i tessuti;
- rapporti di prova di laboratori accreditati ISO 17025 per formaldeide, COV, requisiti meccanici e corrosione;
- ISO 14001 o EMAS per il sistema di gestione ambientale.
Tre regole evitano l'esclusione, che per un requisito ambientale mancante è l'esito più frequente in queste gare:
- ogni certificato deve essere valido alla data di scadenza della gara;
- deve riferirsi ai prodotti effettivamente offerti, non a una linea diversa;
- deve essere intestato al produttore o al fornitore che partecipa.
Un'autocertificazione generica del tipo "i prodotti sono conformi ai CAM" non è un mezzo di prova: senza certificati, rapporti di prova o relazioni tecniche datate l'offerta non è dimostrabile.
Checklist operativa per la stazione appaltante
- Verificare che gli arredi rientrino nei codici CPV del decreto e che non siano esclusi come dispositivi medici o componenti elettrici.
- Censire l'arredo esistente e valutare riparazione, noleggio, riuso o ricondizionato prima dell'acquisto.
- Chiedere il bilancio materico dell'appendice A per i prodotti offerti.
- Inserire nel capitolato i limiti su formaldeide e COV e le percentuali sui materiali.
- Chiedere la conformità alle norme tecniche della tipologia di arredo, con prove sul prodotto o sulla famiglia di prodotto.
- Riportare le clausole obbligatorie su ritiro degli imballaggi e garanzia quinquennale con ricambi.
- Indicare i mezzi di prova ammessi e il momento della gara in cui presentarli.
- Nei criteri di aggiudicazione, valorizzare i criteri premianti compatibili con l'oggetto dell'appalto.
- Per la scuola, chiedere ergonomia, regolazione in altezza e coerenza con la progettazione pedagogica degli spazi.
Gli errori più frequenti
- Accettare autocertificazioni generiche di conformità ai CAM.
- Presentare certificati scaduti o intestati a un altro soggetto.
- Chiedere un rapporto di prova per ogni singolo pezzo, invece della campionatura per famiglia di prodotto.
- Dimenticare il bilancio materico, che è il primo criterio del decreto.
- Riportare la garanzia a un anno come nella prassi commerciale, invece dei cinque anni richiesti.
- Comprare mobili nuovi senza avere censito e valutato l'arredo esistente.
- Trascurare i criteri su ergonomia e piani regolabili in altezza nelle gare per la scuola.
Guida a finalità informativa. Per gli adempimenti di gara fa sempre riferimento al testo integrale del decreto e alle indicazioni della stazione appaltante.
Codici CPV di riferimento
Il codice CPV dichiarato nel bando è il primo riferimento per capire se e come si applicano i CAM. Questi sono i codici richiamati dal decreto. Vocabolario CPV ufficiale
| Codice | Categoria di prodotto |
|---|---|
| 39160000-1 | Arredo scolastico |
| 39161000-8 | Arredo per scuole d'infanzia |
| 39112000-0 | Sedie |
| 39121000-6 | Scrivanie e tavoli |
| 39141100-3 | Armadi e scaffalature |
| 39132000-6 | Sistemi di archiviazione |
| 39153000-9 | Arredi per sala conferenza |
| 39155000-3 | Arredi per biblioteca |
| 39156000-0 | Arredo per sale d'attesa e di ricevimento |
| 39134000-0 | Arredo informatico |
| 39310000-8 | Attrezzature per catering |
| 39143112-4 | Materassi |
| 39143110-0 | Letti, effetti letterecci e tessuti speciali per arredamento |
| 39136000-4 | Appendiabiti |
| 39290000-1 / 39157000-7 | Pareti interne mobili: sistemi di partizione interna non portanti (UNI 10700) |
Riferimenti normativi e fonti
- DM 23 giugno 2022 n. 254 — CAM per la fornitura, il noleggio e l'estensione della vita utile degli arredi per interni (G.U. n. 184 del 6 agosto 2022, in vigore dal 4 dicembre 2022; sostituisce il DM 11 gennaio 2017 — testo integrale, PDF)
- D.Lgs. 31 marzo 2023 n. 36 — Codice dei contratti pubblici, articoli 57 e 108
- Norme UNI di riferimento (UNI EN 1335-2, UNI EN 16139, UNI EN 527-1 e 527-2, UNI EN 14073-2 e 14073-3, UNI EN 14074, UNI EN 16121, UNI EN 16122, UNI EN 1729-1 e 1729-2, UNI 4856, UNI EN 14434, UNI EN 13150, UNI 11780, UNI EN 15372, UNI EN 716, UNI EN 12221, UNI EN 14988, UNI EN 1023-2 e 1023-3, UNI 11840:2021, UNI EN 13430:2005, UNI EN 16640, UNI ISO 9227)
- Regolamento (CE) n. 765/2008 — accreditamento e vigilanza del mercato
- Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH) — sostanze chimiche nei materiali
- CAM vigenti — elenco aggiornato del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
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